mercoledì 21 settembre 2011

la fine del mondo - l'ennesima.

Come Melissa P., che siccome ha scritto un libro sul sesso adesso tutti si aspettano che scriva libri sul sesso, così Willelm Dafoe, dopo aver girato Antichrist, adesso deve trombare in tutti i film: 4:44 - Last Day On Earth si apre con una scena inutile quanto innovativa di sesso, si intuisce che alla fine del mondo mancano 14 ore e il mondo lo sa bene e la popolazione si prepara all'evento come meglio crede: dando feste, tirando coca, dipingendo, come cerca di fare la coniuge?, morosa?, amica?, di Dafoe. Di queste coppia, non sappiamo niente eccetto che tromba. Di lei, sappiamo che ha una madre con cui parla su Skype. Di lui, sappiamo che ha un amico e una ex morosa con cui parla su Skype e che riempie quaderni di appunti. Ogni tanto esce sul balcone e urla. È un personaggio maschile che poteva essere ben sviluppato e invece non ha nessuna profondità psicologica, come tutto il film, che poteva essere un altro film cosmico sull'esistenzialismo e sull'antropologia e invece è un'accozzaglia di immagini già viste di Madonne, Gesù, telegiornali, popoli in processione, cieli verdi.

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