giovedì 6 ottobre 2011

dal lunedì al sabato.

Dal momento che si è parlato del film che la Grecia manda agli Oscar quest'anno, non si può non citare un film che la Grecia mandò agli Oscar del 1961, ottenendo quattro nominations (costumi, attrice protagonista, sceneggiatura originale, regia) e vincendone uno (canzone originale): Mai Di Domenica, titolo incantevole che racconta di come Ilya (un'iperattiva Melina Mercouri, miglior interpretazione femminile a Cannes) abbia deciso di fare il suo lavoro dal lunedì al sabato, facendosi entrare in casa (e non solo) uomini del paese, mentre la domenica è dedicata alle feste. Fino a quando un turista americano e grecofissato decide di ammaestrarla e istruirla tirandola via dalla sua bolla di vetro in cui tutto è sempre tranquillo e felice per insegnarle il dolore, la tragedia greca, la filosofia, la stanchezza.
Ma quando una nasce frizzante, non c'è poi molto da fare.
I dialoghi di Jules Dassin sono brillanti, si ride a volte sguaiati a volte sottilmente, la musica non abbandona mai neanche una scena, ed è sempre musica allegra, briosa, così come non manca mai il mare, il biancore della Grecia, le strade dritte, e una protagonista che incarna tutti i registri recitativi possibili, essendo credibile come mai nessuna prostituta è stata.
Il film comincia benissimo (con una scena di bagno collettivo) e verso la fine cala, per concludersi in un modo più intellettuale che spensierato com'era stato per l'ora precedente.

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