giovedì 27 ottobre 2011

il film belga.



Bullhead (Rundskop)
2011, Belgio, 124 minuti, colore
regia: Michaël R. Roskam
sceneggiatura: Michaël R. Roskam
cast: Matthias Schoenaerts, Jeroen Perceval
voto: 9.1 / 10
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Un allevatore di buoi vestito da benzinaio e con due spalle e due bicipiti larghi quanto una delle sue mucche viste di profilo, apre il film tirando fuori dal suo frigo un paio di boccette e una siringa e bucandosi; si scoprirà, poi, che quelli sono ormoni, e che nel mercato illegale di ormoni è abilmente inserito, ma non compra quelle robe per i suoi animali, no, lo fa per se stesso: vent'anni prima, uscito col padre che si riforniva dallo stesso spacciatore, insieme a un amichetto aveva trovato la donna della sua vita, il cui fratello psicologicamente disturbato in preda all'euforia di una masturbazione fallita lo insegue, lo atterra, gli sfracella i testicoli con una pietra. L'amichetto tace sull'accaduto, suo padre pure. Jacky (è questo il nome del fattore benzinaro) è quindi costretto a vivere dipendendo dai testosteroni artificiali e totalmente privo di una vita sessuale. Viene per sbaglio messo in mezzo alla morte di un poliziotto federale, e per una serie di coincidenze (il suo giro di spacciatori di ormoni, le gomme della macchina che compra suo fratello, l'aver ritrovato e perseguitato la ragazzina sorella del pazzo conosciuta anni prima) viene sorvegliato dagli sbirri. L'amichetto che rimase in silenzio quand'erano piccoli torna per rimediare al torto fatto, senza riuscirci.
Il Belgio manda agli Oscar Bullhead, il miglior film visto finora; esordio di tale Michaël R. Roskam, ben diretto, ben scritto, con una scena silenziosa quasi perfetta e un bel virtuosismo registico alla fine, vanta nel suo cast i pettorali di Matthias Schoenaerts, già visto, venti chili fa, in Black Book di Paul Verhoeven.

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