giovedì 20 ottobre 2011

il film inglese.

Una coppia non sposata e che non può avere figli, lei interprete di ruoli folkloristici in Galles aspirante attrice e lui fotografo, partono verso la Patagonia per un di lui lavoro, durante il quale lei fumerà sigarette con la guida turistica e guarderà le stelle; una vecchina mezza cieca e diabetica decide di ritrovare la fattoria di sua madre e parte insieme al giovane vicino di casa dalla Patagonia verso il Galles con una scatoletta di latta piena di soldi e una vecchia foto; lei troverà la fattoria, lui troverà Duffy-  prima ubriaca marcia, poi cow-girl. Le due storie proseguono parallelamente senza mai incontrarsi e senza mai trovare un senso di essere incluse nello stesso film (di due ore), se non perché i personaggi parlano le rispettive lingue dei posti in cui si spostano, e si spera, che prima o poi le due storie combacino, ma niente, il film finisce all'improvviso senza che nessun personaggio sia cresciuto o abbia capito qualcosa rispetto all'inizio, se non due robe che si potevano capire anche stando a casa.
La già citata Duffy ha labbra enormi e voce che già conosciamo, anche se parla in spagnolo; Matthew Rhys era gay in Brothers & Sisters e qua è Walker Texas Ranger, anche se parla in gallese. Marta Lubos (la vecchina) è l'unica a dare prova di saper recitare, anche se parla in spagnolo. L'Inghilterra ha la decima occasione di mandare agli Oscar un film (non il lingua inglese, s'intende) e l'afferra al volo sebbene la pellicola, Patagonia, di tale Marc Evans, sia un albo di belle immagini di bei posti con bei monti e bei fiori e una bella signora anziana che fa una battuta simpatica una, e niente più.

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