venerdì 14 ottobre 2011

il ragazzaccio.

Il problema di questi film è che uno vede il trailer fitto di elogi e bella musica e siccome racconta una storia scarna con un unica svolta, si va poi al cinema a vedere qualcosa di cui si sa già quasi tutto; e così già dal trailer di Tomboy si viene a sapere che una ragazzina di nome Laure si trasferisce insieme alla madre incinta di un maschio, al padre "che lavora al computer", e alla sorella, in un nuovo palazzo in un nuovo quartiere dove conoscerà i figli dei vicini con cui giocherà fingendosi Michaël perché il primo giorno l'hanno scambiata per un maschio; poi, dal trailer già si scopre, la madre lo verrà a sapere e tutto ciò che il trailer non dice è ciò che succede nel restante e ultimo quarto d'ora.
Dopo Naissance Des Pieuvre, che letteralmente si traduce "la nascita dei polipi" ma significa "ninfee", Céline Sciamma continua a parlare della ricerca dell'identità e della ricerca dell'identità sessuale abbassando l'età dei protagonisti; in questo caso, sono bambini che fanno battaglie d'acqua, si tuffano dal materassino nel lago, si rincorrono e si danno i primi bacetti sulla bocca, giocano a calcio senza maglia e senza malizia e spesso stanno in silenzio e spesso parlano tutti insieme; il tratto peculiare di questo film è l'assoluta spontaneità, quasi sincerità, di questi bambini che giocano, che si divertono, che ridono, che sono cattivi, che sono realistici e fanno scorrere l'ora e venti in un modo sorprendente, tenerissimo, osannato (un po' troppo) ai festival gay&lesbian (Philadelphia, San Francisco, Torino) e non (Berlino) e che ora è in nemmeno venti sale italiane.

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