lunedì 31 ottobre 2011

Monica mia aiuta Fiorella.



Amore Mio Aiutami
1969, Italia, 124 minuti, colore
regia: Alberto Sordi
sceneggiatura: Rodolfo Sonego, Alberto Sordi, Tullio Pinelli
cast: Monica Vitti, Alberto Sordi
voto: 7.8/ 10
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In una casa piena di lussi e ricordi di un matrimonio (dieci anni, di matrimonio) passato al meglio e con un figlio ora in collegio, di prima mattina Monica Vitti sempre bellissima e sempre biondissima porta la colazione a letto a suo marito Alberto Sordi prima di parlare al telefono con la madre e leggergli il giornale, dove c'è la notizia di una poverina assassinata a proiettili dal marito che l'ha scoperta insieme a un altro ma non a far zozzerie, solo a parlare; Monica sottolinea la fedeltà della moglie, Alberto sottolinea l'errore del marito, e da buona modernissima coppia sottolineano come la sincerità sia alla base di ogni sana relazione, ché lei avrebbe dovuto parlarne col marito di quest'altro uomo e prendere insieme provvedimenti civili. Poi alla casa al mare che lui sta facendo costruire per lei, Monica gli rivela di amare un altro da ormai tempo, e lo vede solo i mercoledì ai soliti concerti cui è abbonata. Lui reagisce coerentemente a quanto prima detto, poi si ossessiona, poi la perseguita, conosce l'uomo, lo fa sparire, la riempie di botte, poi le regala una vacanza e una sera si ritrova a tavola con entrambi... Il surrealismo di questa coppia che cerca, insieme, di capire se lei ama l'altro per mettercisi insieme oppure no, viene compensata dal realismo esagerato degli acciacchi nervosi che la colpiscono, dalle crisi isteriche, i pianti, l'ubriachezza, la di lui mania compulsiva, il dispiacere di perderla. L'epilogo è tanto straziante quanto ben musicato.
Film passato inosservato chissà poi perché, contiene due interpretazioni magistrali come al solito e una chicca: una Fiorella Mannoia stuntwoman che sostituisce la Vitti nella scena delle botte sulla spiaggia (momento tipico della commedia all'italiana, che arriva a sorpresa dopo una regia incredibilmente inusuale per il cinema di quegli anni); la Mannoia, ricoverata per echimosi e contusioni, decise di abbandonare la carriera della controfigura e si diede alla musica.

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