mercoledì 26 ottobre 2011

Renée in town.

Questa sera andrà in onda su Rai 1 (alle 21:10) il banalissimo e mediocre New In Town del 2009, del regista danese Jonas Elmer che da allora non ha più toccato cinepresa e che vede nel cast la Ruth di Six Feet Under, Frances Conroy, e la meravigliosa Renée Zellweger. Che era meravigliosa. Di solito, dopo l'Oscar, e Heath Ledger insegna, che si candidino o vincano, gli attori vengono sommersi da nuovi copioni e nuove attenzioni; a Renée Zellweger è successo il contrario: una carriera di capolavori piccoli e grandi, la geniale commedia Betty Love per iniziare, che le valse il primo Golden Globe, e l'osannato Jerry Maguire, Bridget Jones, Chicago, Abbasso L'amore, fino a Cold Mountain, che dopo due nominations meritatissime come protagonista finalmente le fece avere tra le mani l'ambita statuetta come non protagonista; e poi, la discesa. Cinderella Man, in cui la si vedeva per dieci minuti circa, la spalla di George Clooney in Leatherheads, il western Appaloosa distribuito in Italia in venti copie forse, e un paio di commedie incredibilmente cretine. L'ultima nomination risale al 2006 per Miss Potter, ai Golden Globe. L'ultimo film è dell'anno scorso, e ha critica 5.5 su IMDb. La Zellweger è una delle più versatili attrici, che è passata dai drammoni alle commedie, dai costumi alla modernità; sinceramente, non capisco da cosa possa dipendere la sua lenta sparizione dalle belle locandine.

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