sabato 29 ottobre 2011

Roma Film Fest - giorno 2.





Seconda giornata di festival a Roma e secondo film italiano in gara: Il Paese Delle Spose Infelici, basato sul romanzo di Mario Desiati (tempestivamente ristampato nella versione economica, Mondadori), diretto dall'esordiente Pippo Mezzapesa: un paese della Puglia in provincia di Taranto, un protagonista quindicenne che si chiama Veleno, il calcio, le biciclette, la droga, le fabbriche, e una madonna vestita da sposa che vola saltando dai tetti - ed è subito pioggia di elogi al film e al regista. Secondo film in concorso, il tedesco Hotel Lux, che prende il nome dall'albergo di Mosca dove il protagonista, attore di cabaret che aveva portato in scena in Germania uno spettacolo ("Stalin-Hitler-Show") che faceva sbellicare il pubblico prendendo in giro il fuhrer, è costretto a rifugiarsi per scappare dai nazisti, trovandosi paradossalmente circondato, finendo con l'interpretare l'astrologo personale di Stalin, senza sapere che la sua camera è tappezzata di microfoni nascosti e spie dietro alle tende. Terzo film in gara è Une Vie Milleure col belloccio Guillaume Canet (al Festival l'anno scorso con Last Night come attore e Les Petit Mouchoirs come regista) che si ritrova a gestire un figlio non suo e un ristorante aperto con le poche risorse che lui e la sua amante - cameriera madre del bambino di cui prima - hanno aperto, pieni di debiti e di finanziatori, per poi capire che la "vita migliore" del titolo è in Canada.
Ma la cosa interessante della giornata è stato Like Crazy, filmetto scemotto su una londinese che va a studiare a Los Angeles innamorandosi di un americano a cui poi deve dire bye bye, ma che prende tutto  di pancia e sta in piedi per le due interpretazioni di Anton Yelchin e soprattutto di Felicity Jones (ve l'avevo detto, ieri, che ci sarebbe stata anche oggi) premiata anche a Sundance e in lizza per il Gotham.
Intanto, il navigato e sempre di classe Michael Caine, teneva la sua lezione di cinema.

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