domenica 9 ottobre 2011

selvaggio è il vento.

Sebbene tutti parlino di Sophia Loren, fu Anna Magnani la prima attrice italiana a vincere un Oscar, per un film però americano: era La Rosa Tatuata, scritto apposta per lei da Tennessee Williams in cui ella recitava in inglese per fonemi senza sapere esattamente cosa stesse dicendo.
Due anni dopo, col terzo dei cinque film americani, si sarebbe candidata di nuovo all'Oscar, insieme ad Anthony Quinn che già ne aveva due, si sarebbe candidata al Golden Globe, avrebbe vinto l'Orso d'Argento a Berlino e il David in Italia per Selvaggio È Il Vento di George "My Fair Lady" Cukor, film che potete cercare nelle biblioteche, negli archivi, su internet, nei negozi di tutti i tipi, misteriosamente senza mai trovarlo, nonostante la fama che ebbe nel 1957, quando uscì.
Anna Magnani interpreta Gioia, italiana che viene chiamata dal marito americano di sua sorella defunta affinché prenda il di lei posto nel "ranch" di famiglia dove, un po' come in Rebecca un po' come in Match Point, sente di non riuscire a prendere il posto dell'estinta né nel cuore del neo-marito né in quello della neo-suocera mentre fa centro nelle viscere del figlioccio della casa, che in teoria avrebbe dovuto sposare un'altra.
Cukor si sposta dalla città e gira questo film (sotto costrizione) tra i pascoli dei monti, dove lui per primo si sorprende della tosatura delle capre, del parto delle pecore, della cattura dei cavalli selvaggi, facendo diventare la pellicola una sorta di almanacco del west mentre gli attori, parlando in due diverse lingue, ci si dimentica pure che stanno recitando.
Assolutamente non un capolavoro, ma nemmeno da nascondere alle masse.

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