martedì 1 novembre 2011

«Jane Eyre, la bugiarda».





Jane Eyre
2011, UK, 120 minuti, colore
regia: Cary Fukunaga
sceneggiatura: Moira Buffini
cast: Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell, Sally Hawkins, Judi Dench
voto: 7.5/ 10
______________________________________________

Trovatasi in mezzo a due mostri sacri e mezzo della recitazione (in ordine di sacralità: Judi Dench che è sempre british e sempre dame, alla quale non si può mai trovare difetto, nemmeno quando interpreta la governante povera; Michael Fassbender che celebra quest'anno dedicato a lui diventando clone di Ugo Foscolo e concedendosi anche un drammone in costume; Sally Hawkins che dopo averla vista saltare e ballare e ridere e remare in Happy Go Lucky proprio viene difficile accettarla cattiva e imbellettata come zia acida e infima e soprattutto, poi, morente), Mia Wasikowska, ex Alice che da un giorno all'altro ci siamo ritrovati nelle più grosse e più autorevoli produzioni anglo-americane, non poteva non essere brava: interpreta Jane Elliot/ Eyre, che dovremmo conoscere già tutti, ma che se non conosciamo forse è meglio, perché il lato originale e positivo di quest'altra versione un po' più movimentata di Orgoglio E Pregiudizio (che ci lascia in eredità il compositore Dario Marianelli) è proprio la struttura: Jane ci viene presentata diciannovenne, che vaga e cerca ospitalità presso la casa di un fratello e due gemelle, che si nasconde, serafica e senza forze; poi, con un altro cognome, piccina, cacciata dalla lussuosa dimora di sua zia acquisita, senza un parente, senza un sorriso, spedita in collegio e bacchettata a stomaco vuoto. Le due storie più o meno proseguono, poi ne prosegue solo una, poi si capisce quando si attaccano e poi sfociano nel solito, melenso, mieloso finale. Si potevano togliere un paio di scene, forse, e se ne potevano modernizzare altre. Come in tutti i film in costume, il lato positivo è il costume: hanno addosso delle perle per gli occhi, per non parlare delle carte da parati e le tende e i campi e le specchiere. La Wasikowska di cui prima è candidata al BIFA; nomination giusta ma sicuramente non memorabile. Film gradevole insomma, che nella locandina e nel trailer italiani viene presentato come un thriller ottocentesco che non è, ma sicuramente non memorabile.

Nessun commento:

Posta un commento