giovedì 3 novembre 2011

l'ottava sottana.




«Splendida: gambe e décolleté tra i più belli che abbia mai visto. Arrivava sul set senza trucco. E quando usciva dal camerino, pronta per girare, c'era un momento in cui tutto si fermava». Fiorella Mannoia parla della sua esperienza da stunt fatta prima di quella da cantante in un'intervista per Vanity Fair, che celebra in ventuno pagine il compleanno di Monica Vitti, a cui la Mannoia faceva spesso da controfigura; nata a Roma (ma cresciuta in Sicilia) il 3 novembre del 1931, Monica Vitti festeggia oggi in silenzio gli ottant'anni, lontana dai riflettori e dagli omaggi (già citato quello che le fa il Festival di Roma), a causa di una malattia che «come una gomma mi cancella la memoria», ma vicina al compagno e dal 2000 anche marito Roberto Russo, conosciuto quarant'anni fa tra lo scompiglio dei sedici anni di differenza.
Sei David di Donatello come attrice protagonista (più una menzione speciale insieme ai colleghi Alberto Sordi e Vittorio Gassman per essere l'attrice italiana più premiata), tre Nastri d'Argento, Orso d'Argento a Berlino nel 1984, Leone d'Oro alla carriera nel '95, venne già candidata al BAFTA inglese per uno dei primi film, L'avventura, del 1960, di Michelangelo Antonioni, al quale arrivò dopo un esordio in teatro a quasi quindici anni (interpretava una 45nne che perdeva il figlio in guerra) e un esordio al cinema a venticinque; con Antonioni si legò artisticamente e sentimentalmente, fu la protagonista della trilogia sull'alienazione e l'incomunicabilità di cui L'avventura era l'esordio, seguito poi da La Notte (1961) e L'eclisse (1962), ai quali si aggiunse un quarto film, Deserto Rosso, nel 1964. Esplosa come attrice drammatica e impegnata, dimostrò subito dopo di saper fare pure ridere come l'Accademia Silvio D'Amico le aveva insegnato, nel candidato all'Oscar La Ragazza Con La Pistola di Monicelli che le diede la più grande notorietà (1968, anno in cui fu nominata presidente di giuria al Festival di Cannes, dal quale si ritirò appoggiando le contestazioni), Dramma Della Gelosia di Scola (1970) e Polvere Di Stelle di Sordi (1973), circondandosi di attori e registi feticci, come lo stesso Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi. Dal 1983 iniziò a sceneggiare anche i film che interpretava, fino all'esordio alla regia del 1990 con Scandalo Segreto.
Al cinema affiancò il mestiere di doppiatrice (è sua la voce di Dorian Gray ne Il Grido di Antonioni) e quello di scrittrice, con l'autobiografia Sette Sottane (Sperling & Kupfer) e il romanzo Il Letto È Una Rosa (Mondadori).
Se siete a Roma, la mostra fotografica sulla carriera di Monica è nel foyer della Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica; altrimenti, potete vedere le interviste e i contributi (soprattutto fotografici) nell'articolo a lei dedicato da Vanity Fair mentre su Sky Cinema Classics potete vederla passare da un registro cinematografico all'altro nella maratona di stasera, che si apre alle 19:15 con Amori Miei di Steno (1978), e prosegue alle 21:00 con Amore Mio Aiutami di Alberto Sordi (1969), alle 23:10 L'avventura di Antonioni e a seguire Letti Selvaggi di Luigi Zampa (1979).

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