venerdì 18 novembre 2011

splendore per Natalie.





Splendore Nell'erba
1961, USA, 124 minuti, colore
regia: Elia Kazan
sceneggiatura: William Inge
cast: Natalie Wood, Warren Beatty
voto: 7.8/ 10
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Novembre 1981: quarantatreenne e candidata a tre Oscar, Natalie Wood trascorre qualche giorno di meritato riposo dopo aver sfornato quasi sessanta film in vent'anni a bordo dello yacht "Splendour" col marito Roger Wagner e l'allora già celebre (e premio Oscar) Christopher Walken; a trenta chilometri dalle coste della contea di Los Angeles, nei pressi dell'isola di Santa Catalina, all'improvviso, scompare. Verrà ritrovata il giorno dopo, morta per annegamento. Si disse che aveva una relazione con l'ospite Walken e che la sera della morte aveva fortemente litigato col marito; ma l'indagine si concluse con il verdetto di morte accidentale.
Novembre 2011: dopo esattamente trent'anni e dopo la richiesta della sorella dell'attrice, Luana, la squadra omicidi riapre il caso perché alcune persone hanno affermato di essere informate sul fatto.
Non sappiamo come si evolverà la vicenda ma sappiamo che Natalie Wood è stata una grande attrice già giovanissima, ebbe la prima nomination all'Oscar appena diciottenne per Gioventù Bruciata e la seconda sei anni dopo per Splendore Nell'erba, che oltre ad essere il film con cui la ricordiamo è anche la pellicola da cui prende il nome questa rubrica di "Antichi Splendori" e segnò l'esordio dell'ex sex-symbol (quando per "sex-symbol" si intendeva un attore che prima di tutto era bravo, e poi era anche bello) Warren Beatty.
La trama è attualmente di una banalità immane, trita e ritrita soprattutto oltreoceano: lei e lui sono adolescenti e frequentano lo stesso liceo e si amano, lui vorrebbe fare sesso, lei dice che è meglio aspettare, lui è figlio di ricchi con una sorella sbandata, lei è figlia di orgogliosi malvisti dai suoceri, loro si sposerebbero anche il giorno dopo ma i genitori di lui gli impongono di lasciarla, e lui la lascia, la abbandona, sparisce, e lei si ammala, impazzisce, perde il raziocinio e viene rinchiusa in una clinica in cui passerà quasi tutta la giovinezza. Si rivedranno, poi, in condizioni opposte.
Ciò che differenzia questo film del 1961 dalle cagate partorite (...) da Moccia che, quarantenne, parla di pubertà, oltre alle magistrali interpretazioni degli attori protagonisti e non è anche il realismo dei dialoghi, delle vicende, delle reazioni, dei comportamenti; non a caso vinse l'Oscar alla sceneggiatura di William Inge che oltre a questo e a Fermata D'autobus con la Monroe ha fatto ben poco.
Un film originale per quei tempi, che parlava di giovani e repressione sessuale e mal d'amore (e depressione maniacale) e feste del liceo fatte di gonne troppo lunghe, che è stato un cult per gli attuali cinquantenni e che, se tornassero a distribuirlo in dvd, sarebbe un cult anche per gli attuali giovani.

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