lunedì 28 novembre 2011

Torino Film Festival - giorni 3 e 4.





Giornate matte per il festival di Torino: la serata d'apertura con la consegna del premio alla carriera ad Aki Kaurismäki che sarebbe dovuto passare direttamente dalle mani di Penélope Cruz (seconda madrina dell'evento insieme a Laura Morante) a quelle del regista, in realtà è rimasto inconsegnato fino al giorno successivo perché l'autore dell'acclamato Le Havre si è rifiutato di presiedere alla cerimonia di premiazione, «anche se avessi vinto la Palma d'Oro a Cannes, non l'avrei ritirata» ha detto poi, ma pare che il motivo di tanta stizza fosse proprio l'attrice ispanica, sponsor anche di svariati prodotti per guance e capelli, «che scelga se vuole fare quello, o l'attrice» le ha latentemente detto Kaurismäki. La Cruz è rimasta malissimo. Castellitto, con lei e tutto il resto del solito cast vagante di Venuto Al Mondo che presenta ai festival il film più inesistente che completato, ha fatto notare come la seconda cerimonia di premiazione arrabattata abbia visto partecipi sigarette (rigorosamente artificiali, che soddisfano il regista finlandese «per il cinquanta per cento») e birra, elogiando le doti della premio Oscar Penélope.
Altra polemica, questa volta italianissima: la pellicola Il Giorno In Più, tratta da una canzone di Malika Ayane a sua volta basata sul romanzo di Fabio Volo, o viceversa, che vanta nel cast oltre all'attore (...) e scrittore (...) anche la meravigliosa Isabella Ragonese e molti altri, che doveva essere presentata ieri sera, non è stata proiettata per mantenere il silenzio della stampa prima dell'effettiva prima romana, con ovviamente sfuriate da parte di tecnici e addetti.
La sezione più grassa Festa Mobile ha visto passare il rumeno Sette Opere Di Misericordia diretto da due italiani e tutto sguardi e silenzi, al contrario dell'americano Terri già passato al Sundance che fa ridere e riflettere e convince soprattutto per la prova d'esordio di Jacob Wysocki protagonista (candidato al Gotham) oltre che del collaudato John C. Reilly.
E mentre prosegue con successo la retrospettiva sul deceduto Robert Altman, è stato annunciato con quali pellicole si chiuderà questo festival fra cinque giorni: Twixt di Francis Ford Coppola e Albert Nobbs di Rodrigo García (regista formidabile quanto sconosciuto) di cui tutti parlano in odor di Oscar, dato il ruolo da uomo della protagonista Glenn Close.

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