lunedì 19 dicembre 2011

actor in a leading role.





Il pronostico per il migliore attore diciamo che è un po' più sicuro di quello dell'attrice (anche perché si sa, i ruoli femminili sono sempre quelli che colpiscono critica e cuore); ma se da una parte si sa già qual è il nome che si sussurra lungo i corridoi degli addetti alla forgiatura delle targhette degli Oscar, dall'altra parte assolutamente si arranca nel buio pensando alla cinquina dei candidati: alcuni nomi estremamente certi, altri nomi estremamente meritevoli e rimasti finora a bocca asciutta. Il nome che si sussurra, ad ogni modo, è quello di George Clooney che arriva agli Oscar di nuovo con due film di cui uno da regista, come già era successo nel 2006 (Good Night, And Good Luck e Syriana), anno in cui ebbe plurima nomination e la sua prima (e unica) statuetta; pure questa volta il ruolo migliore è quello da attore e non da regista (per quanto Le Idi Di Marzo sia magistralmente diretto), e il film in questione è The Descendants, che oltre a una serie immane di riconoscimenti ricevuti da cast e regista, si avvale anche della ventenne Shailene Woodley che sarà la baby-candidata di quest'anno. Pochi premi in meno ha vinto Brad Pitt, che dopo le candidature per L'esercito Delle Dodici Scimmie e Il Curioso Caso Di Benjamin Button ci prova di nuovo, come allenatore di una sottopagata squadra di baseball in un film, Moneyball, che è stato al primo posto al box office per gran parte dell'estate. Mentre era partito come "attore dell'anno" Ryan Gosling: tre film in uscita che hanno accumulato un successo incredibile per tutto il 2011, inclusa l'osannata quanto mediocre commedia Crazy, Stupid, Love. per cui è a sorpresa candidato al Golden Globe, nella categoria comedy, insieme a un'altra candidatura nella categoria drama per Le Idi Di Marzo; ha poche speranze con entrambi: il ruolo con cui ha scalato le giurie è quello per Drive, che al contrario delle aspettative di Cannes è stato dimenticato da molti. Stesso festival, film diversissimo: francese, muto e in bianco e nero, Jean Dujardin non c'è serata di premiazione a cui non abbia partecipato per il suo ruolo in The Artist, lodevole insieme a quello della sua compagna Bérénice Bejo. Anch'egli candidato al Golden Globe nella sezione comedy o musical, vincerà questo premio ma difficilmente l'Oscar: sarebbe il secondo attore francese in cinque anni. Coppa Volpi a Venezia per Michael Fassbender di cui questo è stato veramente l'anno. Inglese, trasformista, in Shame ha mostrato impulsi sessuali e molto altro di cui tutti al Lido parlavano e di cui adesso tutti si son dimenticati, americani inclusi. Sarebbe la quarta nomination invece per Leonardo DiCaprio, considerato il miglior attore della scorsa decade e mai appagato se non con un Golden Globe. Interpreta J. Edgar Hoover in J. Edgar di Clint Eastwood: finora gli hanno detto bravo solo a voce. Mentre silenziosamente fa parlare di sé Sirius Black aka Gary Oldman, cinquantatré anni di cui trenta dedicati al cinema a interpretare sempre ruoli da cattivo, e così di nuovo fa, nel veneziano Tinker, Tailor, Soldier, Spy che in italiano si chiama La Talpa e che vede, nel cast, il vincitore dell'Oscar dell'anno scorso: Colin Firth.

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