sabato 24 dicembre 2011

the ball side.





Moneyball
2011, USA, 133 minuti, colore
regia: Bennett Miller
sceneggiatura: Steven Zaillian, Aaron Sorkin
soggetto: Michael Lewis
cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright
voto: 8/ 10
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Svestiti i panni del belloccio fascio di muscoli sempre mezzo nudo sui giornali e al cinema, Brad Pitt inizia a vestire quelli del bravo attore e soprattutto dell'ex belloccio tutto muscoli che sta invecchiando (ma lo sta facendo sempre divinamente) e passa dal campo da baseball, per il quale ha dovuto dire addio al titolo di studi, agli uffici dietro le quinte per organizzare e dirigere una squadra, gli Oakland A, che non è che sia proprio rinomata né molto vittoriosa. A causa di questo, ha molti pochi soldi dalla sua (ma ha lo stemma su maglie e golfini e spalliere delle sedie eh) e appena perde un valoroso giocatore non riesce a comprarne uno bravo uguale. Brad Pitt aka il realmente esistito Billy Beane allora invece di ingaggiare un portatore di mazza va e compra un portatore di teorie, laureato a Yale, (visto in Superbad e altri film cretini), Jonah Hill più bravo e disadattato che mai che se ne sta in silenzio quasi sempre tranne quando deve dire la cosa giusta. Billy gli dà totale fiducia, all'inizio la squadra fatta di ex nomi celebri con problemi diversamente distribuiti sul corpo non ingrana, tutti ne parlano male perché pare una squadra nata per perdere, le radio ridono, i dirigenti non finanziano; poi qualcosa cambia ovviamente altrimenti non sarebbe un film.
Due interpretazioni che segneranno la carriera di Brad e Jonah (futuri candidati all'Oscar e attualmente candidati al Globe): il primo piacente e borioso, arrogante e irascibile (non come in The Tree Of Life, leggermente meno), sempre con qualcosa in bocca da sbranare e qualcosa nell'altra mano da lanciare in aria, una figlia di dodici anni e una ex moglie con una casa tutta bianca; il secondo con la cravatta all'inizio e il berretto alla fine. Una sceneggiatura che deriva da un libro che racconta una storia vera che è stata portata al cinema dal galeotto facebookiano Aaron Sorkin vincitore dell'Oscar l'anno scorso. Un montaggio sonoro che è la presenza più ingombrante del film, tra mazze che rotolano, tavoli che si rovesciano, palle battute e silenzi improvvisi, una vocina che canta e tante tantissime radio. Un sapore tutto americano che ha fatto incetta al box-office dopo il compare The Blind Side, con la differenza che quello parlava di rugby e questo di baseball, quello aveva Sandra Bullock e questo attori veri.

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