lunedì 26 dicembre 2011

la lucertola senza nome.





Rango
2011, USA, 107 minuti, colore
regia: Gore Verbinski
sceneggiatura: John Logan
soggetto: John Logan, Gore Verbinski, James Ward Byrkit
cast originale: Johnny Depp, Isla Fisher, Abigail Breslin, Alfred Molina, Bill Nighy
voto: 7.9/ 8
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Non fate vedere questo cartone ai bambini!, o almeno,  tappate loro le orecchie in gran parte della prima metà: «dove ti infilerò questo cocomero» o «figlio di...» sono alcune delle espressioni che meravigliosamente si sentono dire da questi personaggi, espressioni latentemente scurrili perché partorite da personaggi latentemente latini, sudamericani, che abitano nelle steppe del west e hanno pelli dure, corazze, bucce, superfici sporche e sporcate e ruvide, consumate, che sono la prima cosa che si nota per tutto il film, superfici realizzate con una cura che quasi si possono toccare. L'ambientazione, quindi, è quella dell'America rimasta a Bud Spencer e Terrence Hill che mangiano fagioli insieme allo sceriffo in qualche locanda di legno servita da una gallinella con molto seno e molta parlantina, mentre qualche losco affare si cela dietro le porte a cerniera e qualche bandito cade dal portico. Il protagonista, è una lucertolina che un nome non ha e si diletta a interpretare quindi i più svariati ruoli nelle tragedie shakespeariane. A causa sua, il film inizia tre volte: prima se la gode nel terrario in cui abita insieme a una Barbie monca e un pesce rosso scarico, poi cade dal sedile posteriore e finisce in una strada del deserto, poi incontra un anziano tapiro che di mestiere quella strada l'attraversa, poi finisce in un villaggio in cui si brama l'acqua per irrigare i campi e le gole e sopravvivere. Lui, che nome non ha e non sa chi sia, inizia a promettere legalità e liquidi e capisce subito che c'è della mafia dietro al sindaco e dell'amore dietro all'unica lucertola avvenente del paese.
La storia è sempre la stessa: l'autorealizzazione, la ricerca di sé, la scoperta della propria identità, come già era stato per Mulan e Kung Fu Panda, raccontando di essere chi non si è, venendo scoperti, e alla fine diventandolo. Il modo di raccontarlo però, è tutto nuovo. Frecciatine a Clint Eastwood e ai western di Sergio Leone, autoironia, un finale col tramonto, ed un linguaggio che non penseremmo mai di trovare in un film d'animazione. La pecca che rovina gran parte dell'originalità è il quartetto di uccellacci che cantando e suonando con accento spagnolo ci promettono dall'inizio che questo Rango morirà, finendo col supporre che effettivamente prima o poi morirà, forse in casa come il 65% delle persone che muoiono non di cause naturali. Il film che tutti sussurrano vincerà l'Oscar per l'animazione esce da casa Nickelodeon e dal sodalizio piratesco Verbinski/ Depp (che han fatto coppia in tre dei quattro film sui Caraibi) e vien fuori molto particolare. Uscito a marzo in America e in Italia e in quasi tutto il mondo, adesso è disponibile in dvd a un prezzo stracciato (€ 9,90). Ma non regalatelo ai bambini.

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