lunedì 16 gennaio 2012

Golden Globes - vincitori.





Se non ci aspettassimo delle sorprese, sarebbe inutile guardarli in diretta. E infatti una sorpresa o due i Golden Globes ce l'hanno fatta. La prima, la più grande e criticabile: la canzone originale. Madonna ritira un premio inaspettato per la sua "Masterpiece", orrenda ballata insipida per il suo orrendo e insipido W.E. battendo la più probabile (ma non così meritevole) "The Living Proof" by Mary J. Blige per il film bianco-nero The Help (a mio avviso, la canzone migliore dell'anno, è "Life's A Happy Song" dei Muppets). Il lato divertente della cosa è che neanche un'ora prima, intervistato sul tappeto rosso da una troupe rivale di E!, sir Elthon John, candidato pure lui per l'altra orrenda "Hello Hello" da Gnomeo & Juliet, aveva rivelato alle telecamere: «non credo che vinceremo, vincerà Mary J. Blige, e Madonna non ha speranze». L'intervistatore fa notare che sono parole pesanti e l'intervistato fa notare che si prende le sue responsabilità. Poi Madonna vince nella sorpresa generale, di lei innanzitutto, e appena fuori, in sala stampa, dice ai microfoni «Elthon John è un bravissimo cantautore, vincerà qualcos'altro prima o poi».
Oltre a questi gossip, i premi sono stati tutti abbastanza prevedibili: The Artist incassa il miglior film musical (con un discorso da tirare le lacrime), l'attore protagonista in un musical, l'incredibile colonna sonora, e perde il globo per la migliore regia che va al secondo più probabile vincitore, Martin Scorsese, giunto alla sua decima nomination che solo altre due volte era salito sul palco a ringraziare, per Gangs Of New York e The Departed. Al microfono ha rivelato di aver voluto girare un fantasy per famiglie (Hugo) perché sua figlia gli ha chiesto di fare un film che le sarebbe potuto piacere, per una volta. L'altro dubbio della serata era sull'attrice drammatica: Viola Davis o Meryl Streep?, e ha vinto quest'ultima, di nuovo, ventiseiesima nomination e ottava vittoria, ormai così abituata a camminare verso i tre gradini e parlare al pubblico che ieri ha pure dimenticato gli occhiali, non vedeva praticamente niente, cercava di prendere tempo mentre questi benedetti occhiali facevano il giro dei tavoli per arrivare a lei ma niente, non sono arrivati, allora lei ha cominciato a complimentarsi con Michelle Williams, altra vittoria per la performance dell'anno in My Week With Marilyn («ringrazio la Foreign Press Association per mettermi nelle mani un premio che Marilyn ha vinto più di cinquant'anni fa»), e con Mia Wasikowska presa in considerazione da nessuno per Jane Eyre, e Tilda Swinton, e Viola Davis, «sei la mia ragazza» le ha detto, e poi ha ringraziato Dio e l'agente come il presentatore della serata Ricky Gervais aveva suggerito. Presentatore che è stato dissacrante e perfido come nessuno mai era stato, divertentissimo, geniale, a suo agio, il discorso d'apertura è stato il punto più alto della serata insieme al bilingue ringraziamento tenuto dai produttori di Modern Family (finalmente miglior serie comedy dopo sette nominations) Jeffrey Morton e Sofía Vergara in occasione dell'annuncio dato dai latini Antonio Banderas e Salma Hayek (di cui al momento esiste solo questo video).
Tutto come previsto sul fronte drammatico: miglior film è The Descendants di Alexander Payne che perde alla sceneggiatura contro Woody Allen che, come di consueto, non era presente alla cerimonia (Aaron Sorkin autore dello script di Moneyball si è detto «onorato di perdere contro Allen»), e sempre da The Descendants il miglior attore è George Clooney, premiato quasi per ultimo, che ringrazia Brad Pitt per l'impegno umanitario e Michael Fassbender per avergli tolto il peso del nudo integrale frontale, «ma col tuo pene, ci giochi a golf?» gli ha chiesto. The Descendants perde anche l'attrice non protagonista, che grazie a Dio è Octavia Spencer per The Help, commossa e fiera del film fatto, elegante come l'altro attore non protagonista, Christopher Plummer per Beginners, primo premiato e apice di aplomb. Angelina Jolie e Pedro Almodóvar per la prima volta nella stessa categoria perdono il premio al miglior film straniero contro Una Separazione dell'iraniano Asghar Farhadi, che in mezzo ai francesi e agli spagnoli si sente a suo agio in un inglese non perfetto.
Per la lista completa dei vincitori rimando al sito ufficiale dell'HFPA dove a momenti verranno caricati tutti i video di tutti i discorsi di ringraziamento, mentre come immagine di apertura di questo post trovate il riassunto dei premi dati durante la serata.

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