lunedì 2 gennaio 2012

il Belgio, la Spagna, e i Globes.





Si parlava dell'assurdità russa per cui il film inviato all'Academy americana in speranza di candidatura all'Oscar fosse Burnt By The Sun 2 e non il Faust di Sokurov (discusso Leone d'Oro a Venezia) sol perché il primo film era stato diretto e scritto e prodotto e interpretato da Nikita Mikhalkov che agli Oscar è abituato (l'ultima candidatura, qualche anno fa, per 12), ma nel solito calderone di film stranieri che si accavallano tra di loro (mentre niente si muove sul fronte italiano con Terraferma) sbucano due pellicole che già molti premi hanno toccato o hanno visto da lontano, nonostante lo Stato di provenienza abbia preferito altro.
Ai Golden Globes che verranno assegnati tra tredici giorni sono stati candidati, nella cinquina del film straniero, oltre al film recitato in serbo e diretto da Angelina Jolie e il cinese The Flower Of War con all'interno Christian Bale e l'iraniano Una Separazione che dovrebbe avere la meglio, il belga Il Ragazzo Con La Bicicletta e lo spagnolo La Pelle Che Abito. Allora. Partendo da quest'ultimo, non si può non sottolineare come Almodóvar sia nome fisso ai Globes in questa categoria (da Tutto Su Mia Madre in poi tutti i suoi film hanno ricevuto la nomina e due hanno vinto), ma la pellicola che la Spagna aveva scelto per rappresentare popolo e Paese era Pa' Negre, che in Italia chissà se arriverà mai, piccolo kolossal su un ragazzino e il suo paese castigliano e la vita delle persone povere dopo la Guerra mentre suo padre viene decretato disertore e il sindaco ci prova con la madre e lui si circonda di particolari bambini tra cui una senza mano. Il film di Pedro, è tutta un'altra cosa: chirurgia plastica, stupri, vendette, omicidi, sangue, sesso, un medico esaltato, una governante biondo platino, una prigioniera che fa yoga. Per chi ha letto il romanzo di Jonquet (Tarantola, Einaudi) la pellicola è una ciofeca. Ma le immagini, i colori, la musica, sono tutto il mondo di Pedro. Il confronto però è retto bene da Pa' Negre che ricrea il metà secolo spagnolo tra costumi, interni, accessori, fotografia. Questo ha vinto 9 Goya e 13 Gaudì, quello a malapena l'hanno applaudito a Cannes.
Stesso continente, un po' più a est, il Belgio pure era a Cannes dove si ritrova spesso, rappresentato dai fratelli Dardenne (fu loro la Palma d'Oro per Rosetta nel '99) che a questo giro si sono portati a casa il Gran Premio della Giuria per Il Ragazzo Con La Bicicletta, racconto di qualche settimana della vita di un bambino difficile, abbandonato dal padre in un istituto, che cerca il genitore e si ritrova rifiutato da lui e accettato da una parrucchiera dal polso di ferro, dove non c'è spazio per la musica o le peripezie tecnicistiche, come tutti i film dei Dardenne è un pezzo di vita reale e realistica - a differenza dell'altro belga recitato in belga e non in francese, Bullhead, che pure è reale e più o meno realistico ma decisamente più originale nel soggetto e nella struttura. Un allevatore di vacche si infiltra ormoni destinati agli animali perché un incidente avvenuto in gioventù lo ha privato dei testicoli. Di questo film, del film di Pedro e dell'altro spagnolo abbiamo già parlato; non ci resta che attendere il 15 dicembre per vedere chi avrà la meglio ai Globes e il 24 gennaio per le nominations agli Oscar.

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