sabato 14 gennaio 2012

il sesso e il sonoro.





Shame
2011, UK, 101 minuti, colore
regia: Steve McQueen
sceneggiatura: Abi Morgan & Steve McQueen
cast: Michael Fassbender, Carey Mulligan
voto: 8/ 10
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A Venezia non si parlava d'altro. Persino nei tre stand di venditori autorizzati di dvd vecchi e nuovi, veneziani e non, una gentile addetta mi chiese: hai visto Shame? Sui vaporetti di ritorno dal Lido Casinò ogni cinefilo con pass al collo commentava: Fassbender in Shame. La sera della chiusura, sul tappeto rosso, la povera addetta all'accoglienza degli ospiti giungenti in Lancia dall'albergo di fronte doveva avvisare pubblico e fotografi su chi stesse arrivando e chi fosse chi, per calibrare gli applausi. Io aspettavo McQueen che, mi ero detto, vincerà il Leone d'Oro? Si parla tanto del Faust ma anche di Shame. Tutti aspettavano Fassbender. Che non è mai arrivato. Poi la cerimonia di premiazione è cominciata e Fassbender ha vinto la Coppa Volpi al miglior attore. Si è alzato ed è andato a ritirare il premio. Da dove sarà entrato nella Sala Grande?, ci chiedevamo fuori. Ma non abbiamo fatto in tempo a risponderci che Fassbender è uscito e ha fatto autografi a tutti e foto con tutti.
Tutti, che sapevano perfettamente che forma avesse il suo pene.
Perché il film comincia così, Michael Fassbender (che festeggia un anno d'oro: Jane Eyre, X-Men, A Dangerous Method, Haywire) steso a letto, si alza, allarga le tende, va a fare la doccia e la telecamera è messa in cucina proprio a quell'altezza - un davanti e un dietro notevoli, devo dire. Poi è in metro, fissa una ragazza che fa la sgualdrina tra labbra morse e gambe accavallate e poi si alza e scende. Lui, che viene da una mattina di sesso, la segue, la perde, va a lavoro. Fa un lavoro d'ufficio, uno di quelli in cui si sta vestiti bene e si ha un computer sulla scrivania. Il suo, di computer, gliel'hanno tolto. Pieno di virus. Non tardiamo a capire che c'ha scaricato dentro una valanga di porno di tutti i tipi. In pausa si fa una sega in bagno dopo aver pulito bene il cesso. La sera torna a casa e chiama qualcuna che gli si spogli davanti sotto pagamento. Le sue giornate scorrono così, ritmate dal telefono che squilla perché sua sorella lo chiama. Continuamente. E lui non risponde. «Brandon ho un tumore, un terribile tumore, mi resta una settimana, è alla vulva». E non risponde. Così lei gli piomba in casa senza avvisare. Lui la sorprende in doccia. Qualche scena dopo lei lo sorprende che si masturba. Hanno questo rapporto di pudicizia zero e zero vergogna, appunto. Al punto che lei, dopo aver cantato "New York, New York" che ci ha straziato dalla bellezza, limona col capo di Brandon in taxi e poi ci fa sesso nella stanza, sempre di Brandon. Lui non riesce a continuare così, con la sua vita, con sua sorella in casa, che non lo lascia libero delle sue abitudini. Lei non riesce a continuare così, con un fratello sempre arrabbiato, che se lei non gli piombasse in casa non si farebbe sentire.
Già il fatto che questo film abbia una così lunga trama, anzi abbia proprio una trama, lo rende molto diverso da Hunger, film precedente del video-artista McQueen inspiegabilmente passato a Cannes e Venezia tre anni fa. Quel film era fatto di pianosequenza lunghissimi, mutismo, peripezie della macchina da presa. Qua il regista si accontenta di qualche carrellata più tirata delle altre (che di solito è sempre fuori, tra le vie di una scintillante New York, cliccate qui per avere un esempio). Quel film aveva Fassbender che faceva lo sciopero della fame e gli nascevano macchie sulle scapole. Questo vede un Fassbender più in forma che mai. In quel film i poliziotti picchiavano i carcerati coi manganelli. In questo essenzialmente si tromba. Ad un certo punto, pure troppo.
Qualche scena meno utile delle altre, un paio di cose sorprendenti alla fine degne di nota, un montaggio sonoro degno di inchino (ma veramente), e intanto la coppia McQueen - Fassbender torna a lavoro su un film dal momentaneo titolo Twelve Years A Slave con anche Brad Pitt.
Oh, su Carey Mulligan, non credo ci sia bisogno di dire niente. Si deve solo ringraziare Dio che ce l'ha donata.

3 commenti:

  1. Dovresti mettere uno spoiler alert quando scrivi questi post, io fortunatamente ho aspettato di vedere il film prima di leggerlo. Sono d'accordo con te su alcuni punti: già dall'immagine iniziale la regia, la fotografia, il montaggio sonoro e gli attori mi hanno lasciato a bocca aperta (molte presenti in sala comunque erano a bocca aperta già alla prima scena). Tuttavia, ma forse è un problema mio, non penso che una realizzazione impeccabile giustifichi le lacune della sceneggiatura: i personaggi apparivano tratteggiati un po' con il machete (lui che scopa e tira di coca, lei che è estrosa e si taglia) e mi sembravano fare e dire cose a caso in situazioni a caso. Anche i personaggi secondari si comportavano in maniera abbastanza casuale: emblematico il cameriere del ristorante, che più che il cameriere di un ristorante elegante di NY mi sembrava Martellone nella linea comica di Occhi del Cuore, se hai visto Boris.
    Con questo non voglio dire che non sia un bel film, ne ho comunque apprezzato l'eleganza impeccabile, forse sono rimasto deluso perché mi aspettavo qualcosa di più. Forse semplicemente paragonarlo ad Ultimo Tango a Parigi è stato un po' azzardato da parte del New York Post.

    (PS: si può commentare? Non vedo nessuno commentare e ho pensato di farlo, ma magari nessuno commenta perché tu non vuoi, boh...ciao!)

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    1. Sì, Alberto, si può commentare e questa è la prima volta che rispondo a un commento, quindi spero che ne verrai avvisato; per quanto riguarda lo spoiler, non racconto mai la trama fino in fondo e la racconto in modo tale che non venga capito assolutamente niente, per cui non lo metto. Per quanto riguarda il film... siamo delusi in due: avevamo aspettative troppo alte. Però, riflettici. Ci sono delle cose che nel film ci sono, ma il film non ti dice. Questi personaggi sono un po' particolari, ma perché?, perché se ti sforzi e pensi a qualcosa che può essere successo, nel passato, lo capisci.
      Ad ogni modo, se hai apprezzato questo tecnicismo, corri a recuperare "Hunger".

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    2. Luca, probabilmente per gli spoiler sono solo maniaco io: sono "a senso unico" come Allen, ma oltre a non vedere film già iniziati non voglio mai sapere assolutamente niente di quello che vedrò.
      Per quanto riguarda Shame probabilmente è solo un problema di aspettative, ma resto dell'idea che certe uscite poteva evitarle. C'è anche da dire che io di cinema me ne intendo pochissimo e solamente come appassionato (e non ho nemmeno una cultura eccezionalmente vasta) quindi il mio parere ha un peso molto relativo (però Bertolucci mi piaceva di più, ecco tutto).
      Per quanto riguarda Hunger mi sto già attrezzando, è da un qualche mese che voglio vederlo ma non ho ancora avuto l'occasione. Ti farò sapere!

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