lunedì 2 gennaio 2012

la bella e gli Oscar.





«Vincitore di due Premi Oscar» dice la maschia vocina della pubblicità che da qualche giorno Rai 1 propone (e propina) a tutte le ore della programmazione televisiva, informando che stasera alle 21:10 verrà mandato in onda «per la prima volta in televisione e in HD» La Bella E La Bestia, capolavoro di casa Disney del 1991 già approdato al cinema tre volte.
I Premi Oscar sono sì stati due (colonna sonora di Alan Menken e canzone originale "Beauty And The Beast" di Menken e Howard Ashman), ma quello che la pubblicità non dice è che in quella cerimonia del 30 marzo 1992 il cartone animato aveva rotto una tradizione e segnato un record: sei nominations alla statuetta più ambita del mondo (tre erano per la canzone originale), apice raggiunto mai più da nessun altro film d'animazione prima di WALL•E, e una delle candidature era per il miglior film. All'epoca, la categoria del film d'animazione non esisteva, e le perle disneyane si dovevano accontentare sempre dei premi sonori, mixaggio e canzone e score, ma per La Bella E La Bestia la giuria fece un'eccezione poi contestata e candidò Belle e Adam alla migliore pellicola dell'anno insieme a quattro film veri, con persone vere, Bugsy, JFK, Il Principe Delle Maree e Il Silenzio Degli Innocenti che poi vinse. Le polemiche arrivavano soprattutto dagli attori perché, si diceva, essendo un cartone animato ed essendo personaggi disegnati, per forza di cose devono recitare bene, per forza son bravi. Quello che le malelingue non sapevano, forse, è che il film in questione era stato scritto e riscritto da undici sceneggiatori diversi, era stato disegnato inizialmente in tre modi diversi, l'autore dei testi delle canzoni, Howard Ashman, che insieme ad Alan Menken aveva musicato già La Sirenetta, stava morendo d'AIDS e a lui è dedicato il film prima dei titoli di coda, insomma, tra licenziamenti di animatori e complicazioni la lavorazione si protrasse per oltre cinque anni. Ma fu uno sforzo ricompensato: 141 milioni di dollari incassati negli Stati Uniti, 206 milioni all'estero solo alla prima mandata, recensioni entusiastiche su tutte le maggiori testate americane (il Chicago Sun-Times scriveva: non stavo recensendo un "film d'animazione"; il Washington Post scriveva: per dire le cose fuori dai denti - grandioso), una permanenza nelle sale più duratura di tutti i film dell'epoca. A gennaio nel '92 conquistò tre Golden Globes (canzone originale, colonna sonora, film musicale), a febbraio del '93 cinque Grammy; Don Hahn, uno dei creatori iniziali della pellicola e produttore, ripensando adesso, dopo più di vent'anni, a La Bella E La Bestia e al suo successo, dice «la cosa strana è che non si tratta del film meglio disegnato. Probabilmente in termini di qualità grafica e design il migliore è Aladdin; non è quello dai colori più belli e nemmeno dalla colonna sonora migliore, anche se contiene tra le più belle canzoni del mondo. Ma nel film c'è tantissima energia giovane: questa generazione era all'apice della carriera quando fu realizzato. Ne La Bella E La Bestia c'è una storia d'amore tra adolescenti. La prima cotta capita una volta sola e La Bella E La Bestia rappresenta proprio questo».
Il 13 gennaio, negli Stati Uniti e in Canada, all'interno della rassegna iniziata dalla Disney di riproporre i classici in versione 3D cominciata con Il Re Leone, approderà per la quarta volta al cinema questo lungometraggio meglio recensito della storia pre-Pixar. Non si sa quando arriverà nelle sale italiane, ma in attesa di quel giorno questa sera sintonizzeremo i televisori su Rai 1.

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