lunedì 23 gennaio 2012

Sundance '12.





Quello di oggi è il quinto giorno di Sundance Film Festival 2012, che si protrarrà fino al 29 gennaio nello Utah, dove la neve cade ininterrottamente, e non potevo non dedicare almeno uno spiraglio alla più importante manifestazione del cinema indipendente mondiale, sebbene ci siano le anteprime di oltre 110 film di cui io conosco a malapena i titoli.
Ma, all'interno delle varie categorie di presentazione, che vanno dalle premiere alla competizione di film drammatici e documentari americani, c'è una nicchia che si chiama "Spotlight" che prevede la proiezione di undici pellicole che conosciamo bene: gli italiani Corpo Celeste e This Must Be The Place, il primo dell'esordiente Alice Rohrwacher, il secondo del celebre Paolo Sorrentino; il primo era stato uno dei film che l'Italia aveva pensato di mandare agli Oscar, il secondo era stato in concorso a Cannes, senza vincere niente, e adesso ci si domanda l'entità della trama dove sia. Sempre nello "Spotlight" saranno presentati il francese La Guerre Est Déclarée che la Francia aveva mandato all'Academy e il libanese E Ora Dove Andiamo? che il Libano aveva mandato all'Academy, Monsieur Lazhar momentaneamente tra i nove film in lizza per la nomination all'Oscar di domani, il russo Elena che era già passato per il Festival di Venezia e un altro veneziano, le Cime Tempestose di Andrea Arnold che vinse l'Osella alla fotografia.
In concorso nella sezione di film drammatici, solo un paio di titoli: l'argentino The Last Elvis di Armando Bo, sceneggiatore di Biutiful diretto da Iñarritu, Violeta Went To Heaven che era stata la sottomissione del Cile agli Oscar, e tra i film americani The Surrogate con John Hawkes che ormai è l'idolo della manifestazione. Ma la vera regina della manifestazione è lei: Elizabeth Olsen, sorella più piccola delle più celebri gemelle che chi è nato negli anni '80 conosce ben bene, che si ritrova a presentare due film tanto attesi: Liberal Arts del regista di happythankyoumoreplease di cui abbiamo già parlato accennando alle 39 canzoni in lizza per gli Oscar, dove affianca, tra gli altri, Zac Efron, e poi l'attesissimo Red Lights di Rodrigo Cortés, nome che abbiamo tanto sentito pronunciare quando Buried era al cinema e si osannava la capacità di ambientare un film intero in una bara. Per questa dodicesima prova di regia ha l'onore di dirigere, oltre alla Olsen, Robert De Niro e Cillian Murphy. Elizabeth "Lizzie" Olsen era già stata al Sundance l'anno scorso con Martha Marcy May Marlene con cui, pensavamo, avrebbe raggiunto la nomination all'Oscar per l'interpretazione; il premio al festival glielo rubò Felicity Jones per Like Crazy e la nomination alla statuetta più ambita sembra lontana.
Avrà sicuramente altre occasioni, perché alla fine la gente che va al Sundance è sempre la stessa. Il sito ufficiale della manifestazione è questo.

Nessun commento:

Posta un commento