mercoledì 15 febbraio 2012

se al tuo uomo piace molto il sesso anale.





Tre Uomini E Una Pecora
2011, Australia, 97 minuti, colore
regia: Stephan Elliott
sceneggiatura: Dean Craig
cast: Xavier Samuel, Olivia Newton-John, Kris Marshall, Kevin Bishop, Tim Draxi
voto: 6.7/ 10
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Sarà un caso, sarà una coincidenza, ma questo Tre Uomini E Una Pecora (al secolo A Few Best Men, alcuni testimoni dello sposo) esce esattamente insieme alle Bridesmaid, le amiche della sposa che hanno fatto (discutibilmente) scompisciare dal ridere mezza America e adesso volano verso due Oscar (che non avranno mai). E se quello parlava dei preparativi di un matrimonio visto dalla parte della fortunata e delle sue migliori amiche casiniste, questo parla del matrimonio in sé, della cerimonia e del ricevimento, e degli amici del cuore dello sposo. Che hanno fatto, con quattordici scali, un volo dall'Inghilterra all'Australia, perché la promessa sposa del protagonista vive lì con la famiglia, e come mai?, semplice: si sono conosciuti in vacanza su un'isola sperduta, entrambi soli, e in meno di dieci giorni hanno deciso di amarsi, di sposarsi, e di amarsi per sempre, e così sono tornati alle rispettive case a dare la notizia e hanno deciso di vedersi solo il giorno prima delle nozze. Lui, che si chiama David, interpretato dallo Xavier Samuel che in Anonymous era Earl di Southampton, si porta dietro solo i tre amici fidati, con cui è cresciuto letteralmente - essendo orfano, e lei, che si chiama Mia, guarda un po' è la figlia del senatore e vive in una villa gigantesca con tanto di sauna esterna e stalla per la pecora che alleva suo padre. Ha una sorella obesa e mascolina che finge di essere lesbica (tu pensa!, è Brynn de Le Amiche Della Sposa!) e una madre che in passato evidentemente era amica delle strisce e del buon vino, un'Olivia Newton-John che non si divertirà mai come si è divertita in questo film.
La coppietta è la solita tipica coppietta bellina e composta e tenera e pulita ed educata di due innamorati di un amore sincero, che si baciano ogni volta che si intravedono e si abbracciano e si dicono cose romantiche, pur conoscendosi da praticamente un mese, e intorno a loro che poveretti sono così buonini succede lo sfacelo: dei tre testimoni, uno si ubriaca prima della cerimonia e fa partire una macchina che travolge un decoro che quasi schiaccia tutti, un altro porta alla festa un killer professionista e un altro improvvisa un discorso pubblico degno di applausi - unica parte effettivamente divertente del film. Perché il film, in fondo, non fa sbellicare; fa sorridere, ogni tanto, qua e là, nella sua leggerezza e nei suoi cliché; è lodevole come lo sceneggiatore Dean Craig sia riuscito ad incastrare tutti (io ne ho citata una minima parte) gli avvenimenti disastrosi delle nozze chiudendo ogni cerchio che si apriva, ognuno a suo tempo, come aveva già fatto in Funeral Party, mentre il regista abbandona i costumi di Priscilla e di Easy Virtue per dedicarsi alla più palese comicità.
I personaggi più riusciti sono l'amico depresso perché la morosa l'ha lasciato, che non parla d'altro e tenta il suicidio e beve e si logora nel dolore, in parte lo spacciatore incallito, ma soprattutto una chicca di realtà: un fighetto dai capelli rasati ai lati e il ciuffo che con tanto di Nikon in mano fa foto agli ospiti e agli invitati durante balli e banchetto. Com'è una chicca il complesso che suona e canta a bisillabe. Breve parentesi su Kevin Bishop, che tra tutti è il più navigato, ed era in Irina Palm, L'appartamento Spagnolo, persino nei Muppets - mentre qui con baffetto nazista si lascia andare a un'interpretazione più sottotono.
Grazie a Dio, in fondo, non c'è un completo lieto fine.

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