mercoledì 15 febbraio 2012

tutti quanti voglion fare jazz.





Chico & Rita
2010, Spagna, 94 minuti, colore
regia: Tono Errando, Javier Mariscal, Fernando Trueba
sceneggiatura: Ignacio Martínez de Pisón & Fernando Trueba
voci originali: Limara Meneses, Erman Xor Oña, Mario Guerra, Estrella Morente
voto: 7.4/ 10
_______________

Candidato a un premio Oscar
film d'animazione
_______________

Un anzianissimo e lento mulatto de L'avana torna a casa sua, una mattina, dopo aver sbrigato le commissioni della vita casalinga, passando per la calde e brune vie latine, per la costa, per le bancarelle ambulanti e i tram. Torna a casa, una mattina, e alla radio passano una canzone all'interno di una trasmissione sugli antichi splendori, che riesuma vecchie glorie del passato, e quella mattina rispolvera un duo abbastanza famoso cinquant'anni prima, Chico e Rita si chiamavano, il primo pianista e la seconda cantante, insieme per un brano dal turbolento titolo passato agli annali come "Lily". Di turbolento, questi Chico e Rita c'hanno avuto anche la vita e la relazione, e il vecchio mulatto seduto al suo tavolo con in mano una scatola di roba vecchia e in testa un sacco di memoria se ne ricorda: ricorda della prima volta che l'ha incontrata, ad una serata all'aria aperta che cantava "Bésame Mucho" e poi ballava con tutti i maschi presenti; ricorda di tutte le volte che c'ha provato, che ha tentato di avvicinarla ed è stato respinto; ricorda di quando ce l'ha fatta, di quando hanno fatto l'amore, di quando il giorno dopo è piombata in casa l'altra sua morosa, scatenando il putiferio. E ricorda tristemente la separazione, il tradimento, il viaggio verso l'America. Tutti questi ricordi sono accompagnati dalla musica, perché Chico, pianista e compositore, non si allontana un secondo dal suo strumento e Rita, cantante, trova fortuna oltreoceano come interprete di musical. Vanno nei locali jazz, partecipano a concorsi canori, tutto è immerso in un'aura di latin-pop e di bossanova, di completi eleganti bianchi e sax. Oltre che di disegni incredibili, realizzati (mi dicono dalla regia) in postrenderizzazione, cioè fingendo di essere disegnati, bidimensionali, ma che in realtà hanno una loro tridimensionalità annullata dal colore piatto.
I disegni sono ciò che rende incredibile questo cartone, perché i dialoghi, che cercano di renderlo un "cartone per adulti" insieme alle scene di nudo, sono un po' irreali e lasciano il dubbio «ma ho sentito male o ha proprio detto così?». La locandina, e questa clip, rendono benissimo l'idea.
La nomination all'Oscar, dopo aver vinto lo European Film Award come miglior film d'animazione, è arrivata inaspettata; tra i registi, però, ce n'è uno che agli Oscar c'è già stato: Fernando Trueba, che vinse il miglior film straniero per Belle Epoque nel '92, e che ha accompagnato Penélope Cruz nella sua prima carriera. Accanto a lui, il leggendario illustratore Javier Mariscal, artista visuale noto per la realizzazione della mascotte Cobi per i Giochi Olimpici di Barcellona, e il quasi esordiente Tono Errando. Dall'altra parte della macchina da presa ci sono voci più o meno note, tra cui quella di Estrella Morente, che cantava "Volver" su playback della Cruz nell'omonimo film di Almodóvar.
Entusiasticamente, l'Observer gli ha dato quattro stelle precisando che è un film "sexy", che è "il miglior film musicale dell'anno". Che potrebbe essere vero, ma alla fine c'è qualcosa che lascia l'amaro in bocca, come quando usciamo da casa e siamo convinti di aver dimenticato qualcosa. E se proprio non doveste riuscire a vederlo, beh, ce ne faremo una ragione, ma assolutamente non potete non ascoltarne la colonna sonora.

Nessun commento:

Posta un commento