mercoledì 1 febbraio 2012

un gatto a Parigi.





Une Vie De Chat
2010, Francia, 70 minuti, colore
regia: Jean-Loup Felicioli & Alain Gagnol
soggetto: Alain Gagnol
sceneggiatura: Alain Gagnol & Jaques-Rémy Girerd
voci originali: Dominique Blanc, Bruno Salomone, Jean Benguigui
voto: 7.5/ 10
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Candidato a un premio Oscar
film d'animazione
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Zoé è una bambina silenziosa come quella de L'uomo Che Verrà, che ha somatizzato la morte del padre per mano di un tale Victor Costa grasso tozzo e cattivo nel mutismo, e vive con sua madre e la tata, e la madre poliziotta è sempre fuori casa e la tata è sempre piena di un profumo che fa starnutire il gatto di casa. Questo Costa, è anche l'ossessione della genitrice, che promette alla figlia che vendicherà la loro perdita mettendolo dietro alle sbarre una volta per tutte, sicuramente adesso che ha in mente di rubare un monumento gigante, ne è sicura, ce l'ha in pugno. Alla bambina poco importa: lei si accontenta delle lucertole morte che le porta a casa il suo gatto nero a righe rosse, domandandosi dove vada tutte le notti ché scompare fuori dalla finestra. Un giorno decide di seguirlo, e si ritrova prima di fronte alla tapparella di un ladro che poi si rivelerà un ladro buono, poi davanti alla sua tata che insieme a Costa e ai suoi scagnozzi architettano malefici piani. In una notte, succederà di tutto: in caserma si investiga sulla provenienza di un braccialetto, in una casa si imbavaglia un'infante, sui tetti di Parigi salterà un affusolato e sinuoso ladro che fino ad ora ha sempre condotto la "vie de chat" del titolo, la vita dei gatti, a saltare tra i muretti e vedere al buio e non fare rumore.
Un cartone animato particolarissimo soprattutto per i disegni, realizzati rigorosamente a mano e senza prospettive, senza profondità. Colori superbi, movimenti liscissimi, che accompagnano una trama inusuale per un cartone animato, una crime-story tutta francese (che si conclude tra le guglie di Notre-Dame come i migliori action-movie farebbero) che l'Academy ha deciso di onorare con la nomination all'Oscar insieme al Chico & Rita spagnolo mostrando che solo da noi in Europa non c'è la fissa dell'animazione 3D e rigorosamente digitale, e che la bidimensionalità e i colori pastello non sono morti. Qualche battuta è un po' sciocca e qualche trovata (quella della vista a infrarossi in casa) è geniale, la musica accompagna sempre il tutto coerentemente e anche i titoli di coda e il finale sanno essere originali. A noi italiani ricorda un po' quell'animazione infantile e passata de La Gabbianella E Il Gatto, ma dubito che il film arriverà mai in Italia. Per un totale di 70 minuti, lo stesso tempo di Carnage di Polanski e la durata necessaria a sfiorare la nominations. I premi César, che pure sono francesi, hanno snobbato il cartone preferendone altri. Certo l'Oscar non lo vincerà mai, ma se gli animatori francesi continuano così, dopo Belleville e L'illusionniste, presto ce la faranno.

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