domenica 11 marzo 2012

strychnine.





Young Adult
2011, USA, 94 minuti, colore
regia: Jason Reitman
sceneggiatura: Diablo Cody
cast: Charlize Theron, Patrick Wilson, Patton Oswalt
voto: 8.2/ 10
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Lui ha esordito alla regia con Thank You For Smoking (candidato a due Golden Globes) giungendo poi agli Oscar con Juno (quattro nominations, un premio) e Tra Le Nuvole (sei nominations), e nel tempo libero ha diretto un episodio del Saturday Night Live e due di The Office.
Lei ha esordito alla sceneggiatura con Juno, vincendo quell'unico Oscar della pellicola, ha pubblicato un'autobiografia sulla sua vita da spogliarellista, ha creato e scritto la serie United States Of Tara con Toni Colette e s'è data allo splatter con Jennifer's Body.
E siccome squadra vincente non si cambia, sono tornati insieme, ma con meno applausi dal pubblico in sala e dalla stampa. Non a caso, uscito venerdì in Italia, si trova in sole dodici sale sparse nella penisola; dodici, avete letto bene.
Eppure io Young Adult l'ho trovato decisamente migliore del precedente diretto da Reitman (in cui George Clooney viaggiava e flirtava con una e placava lo spirito bollente di un'altra), con molta più storia, molto più sviluppo, molto più senso. Questa è la vita di Mavis, una Charlize Theron sempre bellissima e sempre più brava che se all'inizio non produce nessun sentimento in noi spettatori, poi inizierà a farci provare un leggero disgusto. Passa le giornate tra il letto e il divano, alzandosi e stendendosi, con la televisione perennemente accesa sui programmi spazzatura di Mtv, E! e simili, quando ha fame va da KFC o da McDonald's, quando se ne ricorda apre una scatoletta al cane che rigorosamente mangerà fuori dove nessuno ha tolto via le altre scatolette precedentemente svuotate. Poi, scrive. E se all'inizio pare che lo faccia amatorialmente, poi si scopre che no, è il suo mestiere: scrive libri che fanno parte di una serie che fa parte del filone così "illegalmente popolare" dal nome Young Adult, appunto. In realtà, il lavoro non le va così bene. E, tipica reginetta del ballo che si sentiva stretta nella provincia e ha trovato la felicità e la fama lasciando tutto e andandosene, ritorna là dove aveva frequentato il liceo in occasione della nascita della prima bambina del suo storico ex fidanzato, che cercherà di sedurre con tutte le tecniche.
La penna di Diablo Cody si sente tantissimo, non tanto nelle singole battute (alcune sono veramente argute, così tanto da non far ridere) quanto nella storia intera: Mavis è un personaggio a metà tra la schizofrenia di Tara e la liceale Juno, che s'incanta a guardare le cose della sua vecchia cameretta e ascolta cassette anni '80 in macchina. Si ritroverà involontariamente ad una diluita rimpatriata di vecchi compagni, tra quelli che l'hanno sempre bramata e quelli che l'hanno sempre detestata.
La regia di Reitman, invece, è sempre composta e moderata, e la solita carrellata di scene veloci di fila è concessa in tutti i casi di pedicure e manicure così minuziosamente descritti.
E forse questo film, il meno premiato dell'anno, mi ha così colpito perché un po' temo di fare la stessa fine di Charlize Theron (soprattutto per i capelli), ma spero si non essere di parte neanche quando chiedo un minuto di silenzio per Patrick Wilson. L'avete visto in Little Children, no?

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