domenica 8 aprile 2012

costumi costumi.





Prima di parlare di Biancaneve film, e di spiegare come e perché sia una mera trovata pubblicitaria per riportare in auge la figura di Julia Roberts (che nemmeno Tom Hanks era riuscito a risollevare), mi ero già ripromesso di parlare dell'unico motivo per cui questo film deve essere visto: i costumi. Mentre in America gli Hunger Games continuano la loro scalata verso un nuovo record (ha appena raccolto 300 milioni di dollari in 17 giorni, pareggiando l'incasso lampo di Star Wars: Epiodio III) e in Italia tutti vanno a rivedere il Titanic (uscito in meno copie del previsto), Mirror Mirror (è questo il titolo originale e bellissimo del film) sta arrancando sui gomiti per raggiungere dei livelli non deludenti, mentre le critiche lo stroncano.
Non si può parlar male però del lavoro madornale, geniale, kitch, di questa designer e costumista giapponese, Eiko Ishioka, diventata subito il tema della maggior parte delle interviste che le attrici hanno rilasciato durante le riprese, entusiaste per le impalcature coloratissime e immense in cui, ciak dopo ciak, dovevano infilarsi con l'aiuto di mezza troupe. Premio Oscar per le perle di stoffa del Dracula Di Bram Stoker di Coppola, premio per il contributo artistico a Cannes 1985 per il suo primo film, Mishima - Una Vita In Quattro Capitoli (condiviso con il fotografo e il compositore Philip Glass), due nominations ai Tony per scene e abiti di Madama Butterfly versione teatrale e addirittura un Grammy nell'87 per la grafica e l'impaginazione di Tutu di Miles Davis, la Ishioka ha vestito anche Jennifer Lopez in The Cell e ha collaborato con Tarem Singh in tutti i suoi film (oltre a questo e a Biancaneve, anche Immortals e l'assurdo The Fall).
In questa pagina potete vedere alcuni dei vestiti disegnati e realizzati per queste (purtroppo poche) pellicole.
Alla fine della lavorazione di tutti i corpetti e gli accessori per la strega, i nani, il principe e Biancaneve, la Ishioka è morta a causa di un cancro al pancreas a Tokyo, questo gennaio, a 73 anni. Sono sicuro che la sua scomparsa, insieme alla perfezione minuziosa di queste gonne (a cui era arrivata soltanto Milena Canonero per Marie Antoinette) le faranno vincere un secondo, postumo, Oscar.

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