domenica 22 aprile 2012

FCE13: Croazia.





Daddy
Caca, 2011, Croazia, 70 minuti
Regia: Dalibor Matainc
Sceneggiatura originale: Dalibor Matanic
Cast: Judita Frankovic, Iva Mihalic, Igor Kovac, Ivo Gregurevic
Voto: 4/ 10
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Spendo davvero una parola e mezzo su questo film perché di più non ne merita. Brevemente, la breve trama: due sorelle si mettono in viaggio in macchina, con alla guida il moroso di una delle due, e vanno a trovare il padre che non vedono da mesi, da anni, boh, perché lui se ne andò quando loro erano piccole e loro non sanno il perché, non hanno mai avuto modo di parlarne, né di parlare. Si mettono in macchina e viaggiano verso questa baita mentre intorno c'è la neve di Happy Happy e più o meno la stessa tragicommedia, con una delle due che è più convinta dell'altra, e l'altra che è scontrosa e taciturna e arrabbiata - forse perché è quella senza moroso. Arrivano e il padre non c'è. Poi il padre compare ma, non si capisce bene per quali e quanti motivi, non ci parlano tanto. Poi ci parlano, dicono due cose, è sempre la più calma a rivolgergli parola, l'altra se ne vuole andare. Poi il moroso di questa la molla e va a trombare con l'altra, il padre li vede, rapisce il ragazzo e lo mette nella legnaia ed ecco!, c'è uno sviluppo!, adesso succede qualcosa! E invece no. Legato e cianotico, il ragazzo si sente semplicemente dire «quando tornerete in città, non stare con nessuna delle due». Viene liberato e fa la strigliata al vecchio e il vecchio, rapito dalla dignità persa, lo insegue e gli infila l'accetta nella schiena. Mentre le due ragazze, fuori dalla porta di casa, stanno a guardare.
Che il film si sarebbe trasformato in un horror, era palese dall'inizio, per la musica. I toni da Shining infatti, brani potentissimi e troppo presenti anche nelle scene non di tensione, c'erano dall'incipit, e io ho pensato: o questo film è un horror, oppure hanno sbagliato disco.
La tragedia poi prosegue, perché (ve lo racconto tanto non lo vedrete mai) le due ragazze scappano da questo padre che le insegue e noi pensiamo: ecco!, uno sviluppo!, succede qualcosa! E invece niente. Le due si rifugiano dietro una porta, il padre s'addormenta sul tavolo della cucina. Poi una delle due ci va a parlare e l'altra lo ammazza. Non mi ricordo neanche cosa succeda nell'ultima scena; fatto sta che il primo morto è là, abbandonato nei campi, nessuno se ne occupa.
Film assurdo, con dialoghi pessimi e pessima trama, con una buona luce nella pellicola che la rende ad altissima definizione e montato da cani - a meno che non sia stata una scelta, quella di riprendere le cose da angoli diversi. Non emoziona, non spaventa, non coinvolge. Il più brutto film del festival, che non so come abbia potuto vincere il premio alla regia, alla fotografia e all'attrice non protagonista al Paula Film Fest dell'anno scorso.

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