venerdì 11 maggio 2012

Terra 2.





Another Earth
id., 2011, USA, 92 minuti
Regia: Mike Cahill
Sceneggiatura originale: Brit Marling & Mike Cahill
Cast: Brit Marling, William Mapother, Matthew-Lee Erlbach,
DJ Flava, Meggan Lennon, Bruce Colbert
Voto: 7.8/ 10

Uscita prevista: 18 maggio 2012
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Non tutti i film cominciano coi titoli di testa. Questo sì, e ci ricordano un po' quelli di Enter The Void, ma non troppo: c'è una ragazza, ad una festa, che se la spassa e limona e beve a intermittenza con le scritte matte e grosse che compaiono sullo schermo. Poi tutto si placa, perché lei ci racconta due robe su quando ha visto delle foto in serie di Giove. Poi sale in macchina, torna a casa dal “party”, ad un semaforo invece di fermarsi va dritto e travolge l'auto di un'allegra famigliuola che stava cercando rime a “piumone”. Disperatamente ubriaca, scende e guarda lo sfacelo di metallo, e questa scena le rimarrà in testa per anni, tutti quelli che sconterà in carcere per il doppio omicidio (madre, figlia), anni che non ci vengono mostrati. Ci viene mostrato il dopo, la sua uscita dalla prigione e il ritorno a casa dalla famiglia, dal fratello appena preso all'università. Decide di scontare i servizi sociali in «un'attività manuale, che si svolge all'aperto», e va a pulire una scuola. Scopre poi che il padre della famiglia distrutta, scampato all'incidente, è uscito dal coma, e nella migliore tradizione rosa americana cerca di avvicinarglisi, con una scusa gli entra in casa, vede la disperazione in cui vive, si sforza di portargli rimedio partendo dalle pareti. E riuscirà a farsi perdonre non solo a voce.
Sarebbe la più banale delle storie già viste (tipo in Scoprendo Forrester) se non ci fosse, dietro a tutto questo, un piccolo particolare. Anzi, sopra: nel cielo, affianco alla Luna, viene inquadrata spesso e volentieri un'altra Terra (da qui il titolo), che da circa cinque anni è comparsa e sulla quale ci si sta impegnando per sbarcare. Si suppongono cose sugli abitanti di questa Terra e durante il film ci vengono dati un sacco di spunti interessanti e in cui il cast intero crede, si vede. Questo globo parallelo viene visto come una minaccia e un'opportunità, puntato dai media e dagli sponsor, sfruttato anche per farci sopra dei concorsi.
Non tutti i film indipendenti si riconoscono. Questo sì: la telecamera a spalla traballa e saltella e si muove, nonostante la fotografia sia coerentissima dall'inizio alla fine e un po' apocalittica. Siamo lontanissimi dall'estetica di Melancholia e dalla depressione di 4:44, entrambi film che toccavano il tema “fine del mondo”, perché questo film non parla della fine del mondo ma della coesistenza di un altro, ed è stra-veritiero perché in alcuni tratti pare un documentario, pare una di quelle robe di Mtv girate male. Di apocalittico c'è la musica, infastidita e fastidiosa, imbevuta di effetti electro e sci-fi, curata insieme al sonoro al contrario del montaggio audio che è fatto un po' a sbalzi. Bravissima l'attrice protagonista, disadattata e inconcludente e inconclusa, che non sa cosa farne della propria vita ma la vive, che è bionda naturale ma addirittura sceneggiatrice di questo film. Si chiama Brit Marling ed è quasi un'esordiente, come il regista Mike Cahill, entrambi autori del documentario Boxers And Ballerinas del 2004. Con questo film lui ha vinto il Premio della Giuria al Sundance 2011 e lei ha ricevuto la nomination al Saturn.
Bellissime due scene, molto poetiche e ben dirette: quella della storia sul russo nello spazio e quella, magistrale e ormai non più attesa, finale.

1 commento:

  1. Culo Melancholia non tratta il tema della fine del mondo.

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