giovedì 11 ottobre 2012

la generazione.



Tutti I Santi Giorni
id., 2012, Italia, 102 minuti
Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura non originale: Francesco Bruni, Simone Lenzi, Paolo Virzì
Basata sul romanzo La Generazione di Simone Lenzi (Dalai)
Cast: Luca Marinelli, Thony, Micol Azzurro,
Claudio Pallitto, Giovanni La Parola, Stefania Felicioli
Voto: 8.4/ 10
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C'era una volta un episodio in un film corale che si chiamava Boccaccio '70 (il film corale) che si chiamava Renzo E Luciana (l'episodio), segmento diretto da Mario Monicelli e scritto, tra gli altri, da Italo Calvino. Storia di un fidanzamento e matrimonio tenuti nascosti dal capo di una ditta nella quale lavorano entrambi i protagonisti, lei con le redini in mano e lui con l'accondiscendenza, fotografava la generazione italiana di venticinquenni negli anni '70 che cominciavano a pensare alla casa, a metter su famiglia, costretti a vivere dai genitori per un po', in case piccole dove tutto si condivide, andare al cinema troppo presto, non avere intimità.
E se quel film finiva quando Renzo e Luciana s'erano trovati un posto tutto loro e avevano avviato la vita che li avrebbe portati alla tomba, con tutti i santi giorni uguali uno all'altro, questo film, cinquant'anni dopo, pare ripartire da quando là è comparsa la scritta “fine” e andare avanti mostrandoci ciò che viene dopo: l'arrivo del figlio.
Il punto di contatto tra le due pellicole è anche un altro: quando all'alba uno torna a casa dopo il turno di notte, l'altra si veste e va a lavorare. E così Guido torna a casa la mattina, prepara la colazione, la mette sul vassoio, entra in camera da letto raccontando la storia del santo patrono di quel giorno e fa da sveglia ad Antonia, che apre gli occhi e le labbra e le gambe e accoglie il moroso in tutti i sensi. Poi è tardi, e corre a lavoro. Lei lavora in un'autonoleggio per gli appena arrivati a Roma. Lui lavora come portiere di notte in un lussuoso albergo. Lei è sicilianissima, lui toscanissimo. Lei ha una chitarra e ogni tanto piglia e canta, compone, fa serate - ed è così che si sono conosciuti, mentre lei cantava in un locale. Lui legge in latino e parla in tedesco e tifa Atalanta perché è il nome di una divinità greca associabile grosso modo ad Artemide. Sono, insomma, molto molto diversi, lei estroversa e diretta, rossetto rosso e giacca leopardata, insoddisfazioni personali e paura per il futuro; lui pare che sia scemo ma invece è molto arguto, sa di essere bizzarro e ci ride sopra, parla in latinorum e si accontenta di quello che viene. E questo è il loro film, il loro film d'amore e di tenerezza, di sei anni vissuti insieme lontano dai guai, il loro film che parte come la cronaca di un concepimento e invece poi continua, si disperde, e parla di altro, dai vicini coatti che danno feste di compleanno il giorno della partita ai genitori ammodino tutti composti e premurosi, oppure affaccendati nel fare i piatti e nel pensare al matrimonio.
Il buon Paolo Virzì che ci aveva fregati con Tutta La Vita Davanti (a cui questo film di precari si avvicina più degli altri) e poi, nonostante l'invio americano, era un po' scivolato sul melò con La Prima Cosa Bella, ci regala il suo lavoro forse migliore, quasi perfetto se non fosse per un paio di scene psichedeliche e un pasticcio pre-finale. Ancora una volta prende spunto da un piccolo libro di un autore emergente pubblicato da una piccola casa editrice (come era stato per Il Mondo Deve Sapere di Michela Murgia) e gli cambia il titolo, solo che questa volta chiede all'autore di collaborare alla sceneggiatura. Che però spazia e si allarga ed è sicuramente il più grande punto di forza del film intero: ironica, divertente, straziante in alcuni punti, commovente, dolce, delicata, educata, satirica. E viene retta benissimo da questi due attori apparentemente ignoti ma che sotto sotto sono il protagonista maschile de La Solitudine Dei Numeri Primi, Luca Marinelli (che nei film non si può vedere mentre dal vivo...) e tale Thony, al secolo Federica Caiozzo, cantante indipendentissima italiana che da sola si è scritta e pubblicata il primo album With The Green In My Mouth senza etichetta né manager, questo marzo. (Insieme alla solita scema de Roma bionda, molto meno presente di loro due, che questa volta è Micol Azzurro e non la moglie Micaela Ramazzotti). A Thony Virzì affida anche la musica, le canzoni originali, i momenti di sentimento e di introspezione. Ma alla fine dei titoli di testa, chiude il cerchio con i Virginiana Miller. Che, per chi non lo sapesse, sono il gruppo di cui Simone Lenzi è il cantante. E Simone Lenzi è l'autore della sceneggiatura e del libro da cui questo film è tratto, La Generazione.

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